Pillola di marketing su social media

Certe cose non cambiano, nemmeno nel marketing. Oggi come ieri, il proprio messaggio pubblicitario deve arrivare spesso.

Qualcuno sicuramente vende castagne a Napoli. (C) Marco Venturini Autieri 

Un esempio efficace di pubblicità in vecchio stile è il mega cartellone in autostrada: lo crei e lo piazzi, aspettandoti che per qualche mese il pubblico veda, spesso, lo stesso messaggio, il più possibile efficace, tuttavia lo stesso, ad ogni passaggio.

Con i social media la regola di base non cambia, però affinché il messaggio  arrivi spesso,  non basta scrivere un cartellone perché un post, bello ed efficace, verrà visualizzato solo per qualche ora; per ottenere visualizzazioni anche il giorno seguente, deve esserci un nuovo post, il quale a sua volta scomparirà dopo breve termine.La differenza più grande, quindi, tra ieri e oggi, consiste non nella qualità bensì nella quantità del messaggio: per ottenere molte visualizzazioni servono molti post e, affinché un messaggio abbia qualche speranza di arrivare a segno, servono molte immagini.
Oggi le immagini hanno un ruolo importantissimo nella comunicazione, esattamente come lo avevano ieri. La differenza sostanziale sta nella quantità di immagini necessaria: enorme. Non una sola immagine che veicoli in modo efficace il tuo messaggio ma un flusso di immagini apparentemente interminabile.

Oggi le immagini vengono consumate (prodotte, vendute, viste) ad un ritmo elevatissimo ed anche quelle più intense hanno un impatto insignificante rispetto ad una serie di immagini che sembra non voler finire e che assicura al pubblico una continuità ormai richiesta per poter diventare un punto di riferimento.

Il ruol o del fotografo cambia di conseguenza. Il progresso tecnico fa sì che davvero chicchessia riesca a produrre belle foto, le quali non sono più esclusivo dominio del professionista; tuttavia, scattare una bella foto non ha più quasi importanza: quel che conta oggi è essere in grado di produrre un flusso costante di immagini efficaci.
Alla luce di ciò, chi vuole comunicare oggi sui social media e non è esso stesso un professionista dell’immagine ha un bisogno assoluto di poter attingere a banche dati di immagini che possono fornire, spesso in abbonamento (che è una modalità che meglio riflette le necessità odierne di comunicazione), un flusso pressoché continuo di immagini efficaci, perché anche una o due foto ben riuscite vengono altrimenti diluite dall’insieme, copioso, di immagini deboli.

Come fotografo, io produco fotografie che vengono poi distribuite su iStock da Getty Images.


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